Claudio Ballestracci 1965

Autodidatta, il cuore della sua ricerca consiste nel vivificare il fattore apparentemente inerte della materia (frequente l’uso del metallo) attraverso processi tecnici elementari: la luce, l’elettricità, la simbiosi alchemica con elementi composti e naturali. L’oggetto ritrovato è la materia prima per elaborare l’immagine, così come un luogo o un edificio sono fonte di ispirazione originaria. Le immagini prodotte sono quasi sempre attraversate dalla luce: nella trasparenza dei raggi filtrati dalla cera e dal cotone, dalla resina e dall’acqua si svelano concetti vividi trattenuti dentro strutture inerti, nella commistione fra organico e inorganico. Le opere, spesso caratterizzate da una dichiarata obsolescenza, sono contrassegnate da una matrice comune, la rovina, nel segno della caducità e della memoria. Ha esposto in Italia e all’estero. Vigile esploratore di storia e storie della cultura, con una predilezione per il mondo del libro, ha progettato e allestito esposizioni temporanee (Memoria come futuro per il CEIS a Rimini, Vittorio Belli 1870-1953 a Igea Marina, 30’anni di libri d’artista di Pulcinoelefante a Russi) e interne ai musei (al Musée Rabelais a Chinon, nella Casa Rossa di Alfredo Panzini a Bellaria Igea Marina). Autore di scenografie e progetti in ambito teatrale (Bambini, La città del sonno, Regina la paura per la compagnia teatrale Le Belle Bandiere, Pierrot Parisienne per la compagnia teatrale I Ciarlatani), si occupa anche di architettura attraverso proposte che vertono sul rapporto poetico fra natura e paesaggio, luce e ambiente (Le vele di confine, progetto finalista per un intervento di mitigazione ambientale Torino - Bardonecchia, L’acqua è di tutti, installazione interattiva, Périgueux). Dal 2005 al 2008 ha collaborato con Pitti Immagine di Firenze e con il Conseil Général d’Indre et Loire per l’allestimento di mostre tematiche in Francia, in particolare Voyage à l’intérieur d’un géant alla Deviniére a Chinon. Ospite nel 2007 alla 52°edizione della Biennale di Venezia nell’ambito delle 100 giornate intitolate a Joseph Beuys “Difesa della natura”, nel 2006 è stato finalista al concorso internazionale “Monumento ai caduti di Nassiriya” a Roma. Suo è il monumento “Sentiero naufrago”, dedicato alle vittime del mare e inaugurato nel 2008 a Bellaria Igea Marina. Vive e lavora a Longiano, in Romagna.

CV  

Claudio Ballestracci