Le stanze di Alfredo (1999) 12 monitor, telecamere a circuito chiuso

Riviera Adriatica, zona nord orientale della penisola. Nelle lontananze di un parco, poco lontano dal mare, sorge la villa dello scrittore Alfredo Panzini (Senigallia 1863 Roma 1939). La piccola residenza ora pericolante è chiusa da anni per inagibilità. Dodici videocamere, collocate all’interno della villa, trasmettono le immagini ai monitor sospesi ai pioppi ritorti del parco circostante. Le inaccessibili stanze, fruibili ora percorrendo il bosco notturno, sono illecite presenze come scene frammentarie catturate da un buco di serratura. L’occhio fisso sul vuoto degli interni sembra attendere un passaggio, un movimento che non avverrà, tutto è immobile, eterno. Le immagini ora possibili, filtrate dal medium elettronico, assumono valenze trascendentali, diventano impalpabili e paradossalmente irraggiungibili ancor più delle impraticabili stanze. La tangibilità della villa resa immaginifica da un filtro. Una volta spenti i monitor, svaniscono le immagini e con loro, per sempre, le stanze di Alfredo.

Parco di casa Panzini, Bellaria Igea Marina (1999).

Claudio Ballestracci